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| Immagine creata con ChatGPT |
In appena due minuti e otto secondi, il brano si distingue dalle composizioni più energiche presenti nell’album per il suo tono malinconico e per una struttura armonica meno convenzionale rispetto al pop-rock dell’epoca. Ma forse è proprio per questo che ha attirato l’attenzione del critico musicale William Mann, che nel dicembre ’63 dedica una recensione approfondita dal punto di vista musicale ai Beatles, soffermandosi proprio sulle caratteristiche armoniche di “Not a Second Time”.
Il testo è categorico, in pieno stile lennoniano: una donna, dopo aver rifiutato l’uomo, cerca di ritornare nella sua vita, ma lui è fermo nella posizione di non darle una seconda possibilità.
Lennon era molto interessato alle sonorità di Smokey Robinson e alla musica soul della Motown, così ha voluto scrivere mantenendo quello stile.
Se il testo parla di un rapporto sentimentale ormai compromesso ed è per questo abbastanza facile da interpretare, la vera protagonista del brano è la sua musica.
Anche se del tutto involontariamente, almeno secondo le parole di John Lennon che anni dopo ammetterà di aver semplicemente usato accordi che secondo lui stavano bene nella canzone, l’armonia ha una sorta di “cadenza eolica” simile e paragonabile alla musica classica e ai brani di Gustav Mahler. Almeno, il tutto secondo William Mann, non ho una cultura musicale tale da dirlo io per prima.
Quello che è certo è che “Not a Second Time” è uno dei primi brani dei Beatles a essere stato analizzato attraverso un linguaggio musicologico colto.
Il brano viene registrato l’11 settembre 1963 negli studi di Abbey Road, a Londra, in una sessione serale dalle 19:00 alle 22:15 circa, con nove take completi.
La formazione finale vede: John Lennon alla voce e alla chitarra ritmica acustica, Paul McCartney al basso e Ringo Starr alla batteria. George Martin è al pianoforte, che sostituisce la seconda chitarra di George Harrison proprio per mantenere l’atmosfera malinconica e scarna desiderata da Lennon.
Nonostante il gioiello musicale che è “Not a Second Time”, il grande pubblico poco conosce il brano, forse perché non è mai uscito come singolo e i Beatles mai l’hanno portato nei loro concerti. Questo a testimonianza di come, forse, non tutto ciò che diventa popolare è degno di esserlo.
I più grandi gioielli possono rimanere nascosti. E sì, anche se nel caso dei Beatles questa mia frase può far sorridere, perché i loro brani di successo sono dei capolavori, è comunque vero che quelli più straordinari – almeno a mio avviso – sono i meno conosciuti.
I più grandi gioielli possono rimanere nascosti. E sì, anche se nel caso dei Beatles questa mia frase può far sorridere, perché i loro brani di successo sono dei capolavori, è comunque vero che quelli più straordinari – almeno a mio avviso – sono i meno conosciuti.

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