Ci sono ricordi che solleticano il cuore. Ognuno vive il Natale secondo le
proprie tradizioni, tramandate negli anni, intoccabili come comandamenti incisi
su pietra. Per noi la vigilia era l'ultimo ostacolo a dividerci dal mattino più
atteso dell'anno. Consisteva in una comune cena seguita possibilmente da uno
speciale canoro ad hoc del cantante di turno, e poi tutti a letto dopo aver
lanciato un'occhiata smaniosa ai piedi sgombri dell'albero, rigorosamente vero,
addobbato ogni volta di una miscela diversa di colori e ornamenti.
Allora entravo in scena io, silenziosa, rapida, a posizionare i pacchetti di tutta la famiglia sul pavimento cosparso di aghi di abete, per poi coricarmi trovando il sonno solo più tardi, troppo emozionata per abbandonarmi subito nel suo abbraccio.