Vi siete mai chiesti come nascono i complotti? La risposta, forse, potrebbe essere così banale da togliere tutta la magia che si nasconde dietro di essi: famiglie più o meno anonime che gestiscono le sorti dell’umanità intera, razze aliene che ci controllano fin dall’alba dei tempi, gente dei poteri forti che succhia le nostre energie vitali… insomma, è oggettivo che queste opzioni fantasiose siano molto più interessanti rispetto alla realtà, che di per sé è sempre abbastanza banale e noiosa.
Noi esseri umani abbiamo bisogno di drammi – lo vediamo anche nella nostra vita privata – di mettere un (bel) po’ di pepe in ogni cosa che facciamo, fino a creare delle teorie del complotto basate sull’ironia che, però, possono essere prese sul serio da chi si annoia più di noi.
Da questo nasce il documentario Netflix “The Antisocial Network – La Macchina della Disinformazione” dove, dalle parole dei diretti interessati, scopriamo come e perché certe teorie hanno fatto il giro del mondo e sono state fondamentali nell’ultimo lustro per la politica statunitense, di conseguenza anche per quella mondiale.
Noi esseri umani abbiamo bisogno di drammi – lo vediamo anche nella nostra vita privata – di mettere un (bel) po’ di pepe in ogni cosa che facciamo, fino a creare delle teorie del complotto basate sull’ironia che, però, possono essere prese sul serio da chi si annoia più di noi.
Da questo nasce il documentario Netflix “The Antisocial Network – La Macchina della Disinformazione” dove, dalle parole dei diretti interessati, scopriamo come e perché certe teorie hanno fatto il giro del mondo e sono state fondamentali nell’ultimo lustro per la politica statunitense, di conseguenza anche per quella mondiale.