Io amo il mattino. Anche se per me non è strettamente necessario, mi sveglio tutti i giorni alle 6:00 solo per vedere l’alba e iniziare molto lentamente la mia giornata. Ho la fortuna di essere estremamente attiva dal momento in cui apro gli occhi, eppure necessito di quelle due ore per calibrare la mente e l’anima e poter affrontare così il lato sociale della vita.
Nel corso del tempo mi sono resa conto di come siano proprio i primi minuti della giornata a fare la differenza. Il detto: “Il buongiorno si vede dal mattino” è per me il più veritiero in assoluto, così consiglio a chiunque di ritagliarsi anche solo quindici minuti di tempo per piccole attività di focus che aiutano a sostenerci anche nei giorni più difficili.
Provare almeno per un mese, per poter credere!
Prima di consigliare cosa fare, vorrei concentrarmi sul perché doverlo fare. C’è chi accetta di buon grado l’anticipo della sveglia di un quarto d’ora, c’è invece chi mi guarda male anche se propongo cinque minuti. Ebbene, forse con il perché in mano possiamo darci una scossa e prendere questa piccola abitudine con la consapevolezza che lo facciamo per il nostro bene.
Dare alla mente l’idea di portare a termine piccole attività nei primissimi quindici minuti aiuta a uscire dallo stato di sleep inertia (quella sensazione di confusione e lentezza subito dopo il risveglio) con più facilità e allo stesso modo ci dà l’idea di andare sempre più oltre i nostri limiti, aumentando autostima e quindi dandoci più sicurezza. A lungo andare l’umore migliora, si abbassano i livelli di ansia e stress e ci donano mattinate e quindi giornate più stabili e con una buona base che ci porta alla sera con il ritmo circadiano ben calibrato, così da ottenere una qualità del sonno migliorata.
Partendo dal presupposto che ognuno di noi è fatto in modo differente, i consigli di seguito riportati non vanno eseguiti alla lettera, ma provati con apertura mentale e modificati in caso ci si senta scomodi mentre si eseguono certe attività. Nella categoria Lifestyle non voglio far passare il messaggio: “Solo così puoi stare bene”, ma: “Questo ha aiutato me, lo metto a tua disposizione, ma ricordati di metterti al primo posto, sempre. Se qualcosa ti dà ansia o stress, se il tempo è troppo, se vedi che non stai a tuo agio, molla”.
Dal momento in cui sento suonare la prima sveglia ho imparato a prendere qualche respiro profondo. Questo mi aiuta a ritornare con la mente nella realtà cosciente con minore trauma emotivo, soprattutto se ero nel bel mezzo del sogno più bello della mia vita. Ancora con gli occhi chiusi, immersa nel torpore delle coperte, faccio sì che le sensazioni del sogno – se positive – continuino a vivere e integrarsi in me, rendendole le fondamenta della giornata che sto per iniziare. In caso di incubo o sonno angosciante, invece, questo mi aiuta a regolarizzare il respiro, calmare le acque interiori ed essere grata che sia stato solo un sogno.
Dopodiché, essendo cattolica, mi faccio il segno della croce e visualizzo mentalmente le attività della giornata, notando quali mi danno più preoccupazione. Fermo restando che so di avere l’aiuto di Dio anche in quelle più piacevoli, fare così mi aiuta a entrare in presenza nel presente e calibrare la mia mente nella positività: anche se qualcosa è difficile, so che non sono sola.
Non posso poi partire senza della musica. Questo è un piccolo gioco che faccio da quando sono adolescente e avevo con me il mio mp3, ora sostituito dalla playlist di Spotify sempre in modalità “riproduzione casuale”: metto play e i primi 3 brani saranno la colonna sonora della giornata. Questo mi dà l’aiuto per accettare fin da subito l’imprevedibile, attivare la curiosità e la fantasia sul ricercare il motivo per cui sia capitata proprio quella canzone e non un’altra.
Fatto tutto ciò, suona la seconda sveglia, dopo quindici minuti esatti dalla prima, mi alzo dal letto e affronto la giornata con più determinazione.
Come scritto prima, questi non sono consigli da eseguire alla lettera, ma solo piccoli accorgimenti che ho provato sulla mia pelle e che mi hanno aiutato a gestire l’ansia e a eliminare gli attacchi di panico quotidiani.
C’è chi fa dello stretching, chi deve iniziare subito a cantare, chi scrive su un diario i sogni che ha fatto o il pensiero del mattino, chi ha persino la macchinetta del caffè sul comodino, l’accende e semplicemente fantastica fissando il muro mentre lo sorseggia, chi apre un libro e legge la prima frase che trova. O, ancora, chi cambia questa routine ogni giorno.
Il proprio benessere non è una scienza esatta, perché anche due gemelli omozigoti con le stesse identiche esperienze di vita sono persone differenti, con bisogni e necessità che possono variare. L’importante è non giudicare mai quanto fa l’altro, ma soprattutto noi stessi.
Non arrabbiamoci con la nostra persona se un giorno non riusciamo ad attivarci subito, se un altro ci riaddormentiamo il secondo dopo aver disattivato la prima sveglia, se durante una piccola meditazione vaghiamo con la mente o se ci dimentichiamo di qualche passaggio. L’obiettivo è migliorarsi, e nel farlo bisogna ricordarsi di essere sempre gentili con noi stessi.
Come scritto nell’introduzione, il mattino è come se fosse una tela bianca su cui noi possiamo decidere cosa disegnare e quali colori utilizzare. La perfezione non vuol dire non commettere errori, ma portare a termine un’azione. Il come è il risultato finale, la considerazione che possiamo fare a fine giornata, quando tornati sullo stesso letto (o su un altro, poco importa) ripensiamo a quanto fatto nel nostro piccolo esame di coscienza.


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