venerdì 1 maggio 2026

#StorieRomane: Gianicolo

Mi piacerebbe dirvi che i colli di Roma si fermano a sette, ma così non è. C’è un’altra lista, un po’ più lunga, che comprende anche il famoso Gianicolo
.

Alto ottantotto metri, le sue pendici prendono vaste zone: dalla riva destra del Tevere a Trastevere, Monteverde, Villa Doria Pamphilj, l’Orto botanico di Roma e il carcere di Regina Coeli.
Se i turisti preferiscono ammirare la vista dal Pincio, il Gianicolo rimane il luogo panoramico più visitato dai residenti, soprattutto quelli con vene più romantiche o malinconiche. Da questo punto si può ammirare Roma dal centro fino alla Prenestina e, se si è fortunati e il tempo lo permette, si possono scorgere anche le cime dell’Appennino centrale come il Terminillo, Velino e i Monti Simbruini.

Famosissimo per i romani, e non solo, è qui che è posto il cannone che ogni giorno segnala in perfetto orario il mezzogiorno.
  
Leggenda vuole che il dio degli inizi Giano abbia dato un luogo dove stare ad alcuni abitanti della zona, che iniziarono a chiamarla Ianiculum. Visto che tale nome in latino significa “porta”, è più logico pensare che nella stessa epoca fosse l’entrata ovest della città di Roma.
Ai tempi, infatti, nella zona era presente solo il culto del figlio di Giano, Fons (o Fontus), mentre il centro abitato era situato alle pendici del colle, nell’attuale piazza Mastai, a Trastevere.

Territorio originariamente etrusco, fu Anco Marzio ad annetterlo a Roma, tramite il Pons Sublicius, da cui nacque la strada che collegava l’Etruria con la città, oggi conosciuta come Via Aurelia.

Nella storia di Roma il Gianicolo era utilizzato per lo più come fortezza per le battaglie o scopi militari, per questo era escluso dalle antiche mura cittadine.
Per la sua altezza, e per il rigoglioso bosco, era considerato anche come luogo sacro con numerosi templi e santuari, dedicati alla dea delle acque Furrina, o persino alla divinità egizia Iside.

Con l’espandersi di Roma, e più precisamente nel XVII secolo, il colle viene ufficialmente incluso nella città, con l’edificazione delle mura gianicolensi volute da Urbano VIII. In questo periodo il colle, che già aveva la reputazione per la sua ottima vista, venne integrato di grandi parchi e ville, come Villa Doria Pamphilj e Villa Corsini. Nacquero anche luoghi sacri, come la Basilica di San Pancrazio, San Pietro in Montorio e il Convento di Sant’Onofrio.

Nel 1849 torna a essere importante dal punto di vista militare, facendo da difesa della Repubblica Romana contro i francesi. Il colle contribuì fortemente e il suo ruolo divenne determinante, tant’è che dopo l’Unità d’Italia il luogo si trasformò in un enorme parco pubblico, in memoriale del Risorgimento che trova il suo apice nel piazzale Garibaldi.
Nel punto più alto del monte vi sono anche due monumenti dedicati a Giuseppe e Anita Garibaldi. Il primo è di Emilio Gallori, inaugurato nel 1895. Il secondo è di Mario Rutelli in collaborazione con Silvestre Cuffaro, inaugurato nel 1932. Proprio a sancire il suo ricordo, vi sono numerosi busti e lapidi commemorative per alcuni dei Mille caduti provenienti da tutta Italia.
L’ossario dei caduti della Repubblica Romana 1849 si trova accanto alla chiesa di San Pietro in Montorio. In questo ossario è presente anche la tomba di Goffredo Mameli.
Ancora, il 17 marzo 2011, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inaugurato la balaustra in pietra riportante il testo della Costituzione della Repubblica Romana (1849).

E il famoso cannone?

Si trova sotto la statua di Garibaldi, sulla cima del colle. 
L’idea di sparare un colpo a salve ogni giorno a mezzogiorno in punto fu di Pio IX, per evitare che la città si riempisse del suono delle campane campane che suonavano per minuti interi, visto che nessuna chiesa sembrava seguisse lo stesso orario
Il primo sparo fu fatto il 1° dicembre 1847, ma da Castel Sant’Angelo, luogo dove era ubicato originariamente. Nel 1903 fu spostato a Monte Mario solo per qualche mese, fino a trovare la sua collocazione definitiva il 24 gennaio 1904 sul Gianicolo.

Questa tradizione venne interrotta solo durante la Seconda Guerra Mondiale, per essere ripresa il 21 aprile del 1959.

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