È la seconda volta che facciamo la recensione di un romanzo di Murakami, se vi siete persi la prima potete recuperarla nell’articolo L’uccello che girava le viti del mondo. Così come vi abbiamo detto in precedenza, non è stato facile neanche questa volta leggere il romanzo. Non perché sia complicato o di difficile lettura, ma perché ha così tanta introspezione e verità occulte che capitolo dopo capitolo abbiamo avuto bisogno di riflettere parecchio.
Il romanzo è stato pubblicato nel 1985, vincendo il Premio Tanizaki (uno tra i più grandi riconoscimenti letterali del Giappone) dello stesso anno. Quasi sicuramente un romanzo distopico, ma non ci piace definirlo così. Se avete letto gli articoli precedenti o ci avete ascoltato su ApolloStation, a RadioSapienza, sapete quanto sia importante per noi l’inconscio e la “creazione” della nostra realtà.
Murakami anche questa volta parla di ciò, il tutto velato sotto la fantasia del suo romanzo.
giovedì 12 agosto 2021
#MustToRead: La fine del mondo e il paese delle meraviglie
mercoledì 11 agosto 2021
#Racconti: Il ricordo perduto
Primo giorno:
In un ricordo lontano che ormai non posseggo più, sono racchiuse le emozioni che ci siamo regalati. Ma il tempo toglie, il tempo cancella e il tempo muta. Il tempo confonde i vissuti, illude su un presente che ha appena smesso di esistere.
sabato 7 agosto 2021
#Intervista: Adriano Bartoccini - MUDD
sabato 24 luglio 2021
#Pensieri: Il sussurro della metropoli addormentata
La notte rende evidente il ruolo del tempo nella definizione dello spazio.
L'aura dei luoghi muta drasticamente, la luce artificiale dona un'esistenza alternativa alle piazze e alle strade.
venerdì 23 luglio 2021
#DivinaCommedia: Canto III - Inferno
Oggi vi proponiamo la lettura del terzo canto in chiave esoterica. Nel caso siate incappati prima in questo, vi consigliamo di recuperare gli articoli precedenti: l’introduzione, il primo e il secondo canto.
Anche se mosso da costanti dubbi e incertezze, Dante decide di seguire Virgilio perché sa che dopo il lungo e faticoso cammino infernale, potrà raggiungere Beatrice.
C’è così tanto da dire che reputiamo quasi inutile fare un’introduzione, meglio andare al dunque. Vi ricordiamo solo che non stiamo qui per fare un’analisi di letteratura o storia italiana. Stiamo qui per analizzare la Divina Commedia dal punto di vista esoterico. Liberiamo la mente e cerchiamo di ampliarla con i concetti metafisici e psicologici che solamente ora siamo in grado di apprendere sul serio dalle parole del grande Maestro.
sabato 17 luglio 2021
#Libri: Centuries
Oggi ci ritroviamo a recensire un libro del tutto particolare. È un romanzo, certo, ma vi assicuriamo che di questo tipo sono introvabili. Noi lo abbiamo provato sulla nostra pelle, entrando nelle librerie e domandando: “Salve, avete romanzi che trattano di vite precedenti?”. I librai hanno sempre risposto con sguardo interdetto, perché oltre a manuali, libri esplicativi su cosa sono le teorie della reincarnazione, o come ricordare eventi di secoli ormai passati, trovare un autore che le abbia descritte sottoforma di romanzo è davvero raro. Da nicchia, semmai ne esistano almeno dieci in tutto il mondo.
Comunque, Giulia Piccionetti è sicuramente una di loro e con il suo romanzo Centuries ci trasporta quattro epoche: la Roma prima di Cristo, la Seconda Guerra Mondiale, gli anni Ottanta e i giorni nostri. Quattro spaccati di vita vissuta da quattro anime differenti -ma non poi così tanto- tra loro. Rhiannon, Lorrayne, Vincent e Olivier decidono di incontrarsi sempre, in attesa del momento giusto per poter vivere il loro amore. Ma perché bisogna attendere il momento giusto?
venerdì 16 luglio 2021
#Pensieri: Il bisogno di smarrirsi
Attratti inconsciamente da ciò che è già da noi conosciuto, tendiamo a costruire dei binari che vincolano il potenziale delle nostre vite.
Penso che chiunque, per coercizione o per volontà, si ritrovi prima o poi a combattere contro questo istinto. Non resta allora che smarrirsi, attraversare l'ignoto come l'eroe che intraprende un viaggio nel tentativo di ristabilire un ordine che è stato turbato. Perdersi è condizione essenziale di un essere in continuo divenire: la staticità è un'illusione e una magra consolazione, una prigione mentale nella quale ci siamo rinchiusi con i nostri comfort. Le vie di fuga, che siano spazi fisici o psicologici, spaventano perché siamo impauriti dall'incertezza.






