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lunedì 15 giugno 2026

#Lifestyle: Come cambia la creatività quando impari a dire di no

Quando non si ha uno stipendio fisso, quando le entrate e le opportunità dipendono dal proprio saper fare e come fare, può essere normale e spontaneo pensare che dire sì a tutto sia l’unico modo per assicurarsi stabilità e rendersi professionali agli occhi degli altri
.

Questo modo di pensare mi ha portata a lungo a non avere giorni liberi e ad andare in attacchi di panico ogni volta che, anche se a causa della febbre, non lavoravo.

Solo negli ultimi due anni ho capito che rifiutare richieste, alcuni eventi, evitare di intrattenere ogni rapporto a forza non equivaleva a immettersi nella via del fallimento, ma al contrario, questo ha dato spazio all’aumento della mia abilità creativa. Per esempio, non riesco a scrivere un racconto o un capitolo del libro se so che dopo dure ore dovrò interrompermi. Per mettermi al lavoro devo avere la certezza che per le prossime otto ore non verrò interrotta da nulla.

Indipendentemente dal lavoro o dallo stile di vita che si conduce, se si ha una mentalità creativa bisogna imparare a dire no. 

mercoledì 13 maggio 2026

#Lifestyle: Coltivare la noia

Il primo motivo che spinge i giovani alle dipendenze o ai reati per poter così provare una qualsiasi emozione intensa, è la noia
.

Da deformazione professionale, almeno originaria, riprendo sempre i genitori quando sgridano i bambini se li vedono annoiati su un divano, senza fare nulla. Siamo – come generazione – abituati a pensare che la noia sia qualcosa da evitare a ogni costo, quindi iscriviamo i pargoletti a ogni corso possibile e immaginabile, tenendoli occupati sette giorni su sette.

Ebbene, la psicologia e le neuroscienze non sono proprio d’accordo: la noia non è un difetto da correggere, ma un segnale interno prezioso e una risorsa per il benessere mentale e creativo.

martedì 14 aprile 2026

#Lifestyle: La casa come estensione dell’anima – Imparare a viverla davvero

Io amo stare a casa
. Se a oggi, che posso lavorare in smartworking senza problemi, dovesse tornare il periodo del lockdown me lo godrei h24 senza nessuna esitazione.

Giorno di riposo nel mio caso significa: “giorno in cui non esco di casa per nessuna ragione al mondo”, non importa se passo sei, otto ore al pc a lavorare o a giocare a The Sims. Se resto a casa, per me è riposo.

Allo stesso modo, tornando proprio il gioco, ho notato che lo stesso faccio fare ai miei Sim. Hanno tutti una vita attiva, gli adolescenti si diplomano in anticipo, hanno storie d’amore, tanti amici; poi crescono, si sposano, fanno figli, raggiungono l’apice della carriera… il tutto rimanendo il più possibile a casa.

Mi pare abbastanza ovvio, quindi, che vedo la casa come l’estensione del nostro sé e forse è per questo che una delle mie passioni è entrare a casa degli altri, vederne lo stile, cosa viene esposto maggiormente, e come vengono disposti i mobili o i soprammobili. Follia? Semplice essere pettegola? Probabilmente. Ma al solito, fatemi pensare di essere più profonda di così.  

lunedì 20 luglio 2026

#Lifestyle: L’amore come proiezione

È il 2026 ed è ormai appurato che non abbiamo più bisogno di nessuna metà della mela, visto che siamo già completi come siamo. Giusto? Siamo già completi come siamo? Ne siamo sicuri?

Parlando di amore dall’alto dei miei trentasette anni, gran parte dei quali passati da single per vera scelta (nel senso che sono figlia unica, quindi è insito in me il rimanere sola se l’altra persona con cui condivido anche solo un momento non rispecchia i miei standard), ho avuto modo di avere molte esperienze sia in prima persona che in terza, guardando alla vita dei miei amici.

Parlando proprio con una di loro, Silvia, mi sono resa conto che spesso mi innamoro della rappresentazione della persona, non della persona stessa. Lei mi ha risposto che ChatGPT questo lo chiama “narcisismo riflessivo” e ho ribattuto che mi va bene essere una narcisista riflessiva, ma quello che ho pensato è stato: ma lo sono davvero, o semplicemente tutti noi ci innamoriamo della proiezione che abbiamo degli altri? 

martedì 20 gennaio 2026

#Lifestyle: Biophilic Living – Armonia tra Natura e Casa

Nel momento in cui sto scrivendo, nel mondo di EA Games è uscita l’ultima espansione di The Sims 4 incentrata sulle fate. Non è di mio gusto, eppure mi sono ritrovata in algoritmo una marea di video o immagini building (dove giocatori mostrano le proprie costruzioni) di case incantante immerse nel bosco. Sono rimasta affascinata, perché contrariamente a quanto penso sull’espansione, il design per interni ispirato alla natura mi piace tantissimo.


Ho così scoperto il design biofilico: un approccio progettuale che integra elementi naturali negli ambienti domestici per promuovere benessere, equilibrio e serenità.
Il termine “biofilia” deriva dal greco e significa: “amore per la vita”. Negli anni ’80 il biologo statunitense e fondatore della sociobiologia Edward O. Wilson (1929-2021), teorizzò che gli esseri umani hanno una predisposizione genetica a connettersi con la natura. Questo nostro bisogno innato va assecondato il più possibile per evitare problemi dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Così le case si riempiono di piante, le città di parchi ma questo basta?

A rispondere alla domanda c’è il design biofilico che, prendendo alla lettera le parole di Wilson, traduce il bisogno umano di tornare il più possibile a contatto con la natura in architettura e interior design, creando spazi che rispecchiano i ritmi e le forme della natura stessa utilizzando materiali, forme, colori e sensazioni riconducibili al quel mondo, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli ambienti dove l’essere umano vive o lavora. 

martedì 13 ottobre 2026

#Lifestyle: Perché romantizziamo la sofferenza (e quanto ci costa)?

Immagine creata con ChatGPT
Se c’è una categoria di persone che non sopporto sono le vittime
. Stare male e ostentare il dolore, senza fare nulla per cambiare la situazione, ma solo per essere compatiti è proprio qualcosa che urta il mio sistema nervoso e che mi fa allontanare all’istante da qualcuno.
Nel corso della mia vita ho notato come le persone facciano del dolore la loro identità, credendosi vive o comunque in pace con loro stesse solo se soffrono, solo se si mettono in situazioni che possono poi strumentalizzare rendendosi vittime degli eventi.

Quando qualcuno viene da me a lamentarsi rispondo sempre: “Sei sicuro di volerne parlare con me? Perché io non ascolto passiva, ti do le carte per cambiare, se poi non le utilizzi non starò più a perdere tempo dietro di te”. Nuda, cruda, veritiera, ma è una mia autodifesa per tutte le volte che sono stata una crocerossina emotiva.

Questo articolo è quindi dedicato a tutte quelle persone che trovano benessere nel rifugiarsi negli altri quando stanno male, e anche per tutte quelle persone che si fanno carico dei problemi altrui senza avere il coraggio di tagliare i ponti.
Partiamo da una domanda: perché facciamo così fatica a lasciare andare ciò che ci fa stare male?

lunedì 16 marzo 2026

#Lifestyle: Rituali del mattino – Piccoli gesti per grandi rinascite

Io amo il mattino. Anche se per me non è strettamente necessario, mi sveglio tutti i giorni alle 6:00 solo per vedere l’alba e iniziare molto lentamente la mia giornata. Ho la fortuna di essere estremamente attiva dal momento in cui apro gli occhi, eppure necessito di quelle due ore per calibrare la mente e l’anima e poter affrontare così il lato sociale della vita.

Nel corso del tempo mi sono resa conto di come siano proprio i primi minuti della giornata a fare la differenza. Il detto: “Il buongiorno si vede dal mattino” è per me il più veritiero in assoluto, così consiglio a chiunque di ritagliarsi anche solo quindici minuti di tempo per piccole attività di focus che aiutano a sostenerci anche nei giorni più difficili.

Provare almeno per un mese, per poter credere!  

giovedì 17 settembre 2026

#Lifestyle: Le cose che ho smesso di fare per vivere più leggera

Immagine creata con ChatGPT
Il benessere personale non si trova solo nelle nuove abitudini da costruire, da una routine da seguire o il trovarsi un nuovo hobby. Migliorarsi non ha come unica soluzione quella di fare di più per potersi così migliorare.
Se nella mia vita ho imparato qualcosa è che il cambiamento positivo è arrivato, o almeno l’ho compreso, quando ho cominciato a togliere. E per me che sono un’abitudinaria non è stato per niente facile.

Così un giorno mi sono messa comoda al pc, ho stilato la lista di tutte le piccole attività che svolgevo quotidianamente e mi sono resa conto di quante erano per lo più automatiche e in effetti non così fondamentali come pensavo.
Poco alla volta, giorno dopo giorno, ho cominciato a smettere di compierle riscontrando migliori benefici.

Al solito, non voglio dirvi che si deve fare come dico io, sono solo piccoli consigli che possono aiutarvi.