martedì 27 ottobre 2026

#RoyalFamily: Le regole non scritte della tavola reale

Immagine creata con ChatGPT
La famiglia reale affascina non solo per la sua storia o per la vita più o meno da sogno che vivono i suoi membri, ma anche per una serie di regole, spesso poco sensate per la logica di noi comuni mortali
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Se possiamo immaginare giusto avere un galateo quando si tratta di stare dinanzi a un monarca, persino io, che mi reputo quasi monarchica, trovo difficile il pensiero di avere regole fisse anche durante le cene informali, in presenza il Re o la Regina.

Già, perché in teoria tutto ciò dovrebbe valere sempre, almeno se si ha la fortuna di mangiare alla presenza di Re Carlo III. Visto che nella vita non si sa mai, ecco una breve ma completa guida su quanto è lecito fare, perché stare al cospetto dei Windsor vuol dire imparare a “leggere” i segnali e conoscere le rigide gerarchie.

Partiamo dall’inizio... ma anche dalla fine. È il sovrano a decidere quando si deve mangiare. Nessuno, infatti, può sedersi o iniziare con il pasto prima che lo faccia il Re. Così come è sempre lui a decidere il momento della fine della portata, e cioè quando depone le posate. In quel momento tutti, indipendentemente se hanno finito o no, devono smettere di mangiare.
Famosa è ancora la Regina Vittoria che era solita mangiare con estrema rapidità, costringendo i suoi ospiti a rimanere affamati perché non riuscivano a starle dietro.

Anche se io non consiglierei di interloquire molto, visto che non si sa mai quando il Re finirà di mangiare, le chiacchiere a tavola sono quasi obbligatorie quando si sta a certi livelli sociali. Ma con chi parlare non è una scelta decisa dal fato: alla prima portata bisogna parlare con l’ospite che abbiamo alla nostra destra, a seconda della gerarchia sociale. Si parte dal re, che dà la parola a chi ha alla sua destra, solitamente l’ospite d’onore. Di conseguenza tutti seguiranno questo schema, come una sorta di effetto domino. Alla seconda portata ci si gira tutti a sinistra, così da dare a tutti la giusta attenzione.

Se noi siamo rimasti ancora con il galateo delle posate a segnalare un messaggio su come ci è sembrato il pasto, negli ambienti più elevati, questa è ormai considerata una pratica antiquata e decisamente poco diplomatica. La disposizione delle posate indica solamente la fine definitiva del pasto e al re basta posizionarle parallelamente e in verticale.
La Regina Elisabetta II utilizzava anche la sua borsa: se l’appoggiava al tavolo il suo staff sapeva che la cena doveva terminare entro cinque minuti. Se la posizionava a terra, invece, voleva dire al suo segretario che si stava annoiando e che questo doveva trovare una scusa plausibile per “salvarla” al più presto.

Parliamo ora di alcuni dettagli che a noi possono sembrare normali ma che a corte l’etichetta li bandisce, anche da secoli.

Niente aglio, crostacei e frutti di mare: il primo per una mera ragione di buon senso, così da evitare l’alito cattivo durante gli incontri. I secondi sono sconsigliati per minimizzare il rischio di intossicazioni alimentari.
Se seguite “Cortesie per gli Ospiti” e siete devoti seguaci di Csaba, sappiate che potreste collassare, perché in alcune corti reali c’è il divieto di utilizzare il coltello da pesce, considerato come un’invenzione vittoriana troppo “borghese”.
Il tovagliolo va piegato a metà e tenuto sulle gambe. È importante tamponarsi la bocca con la parte interna della piega, in modo tale da non mostrare eventuali residui di cibo o macchie di rossetto, senza che questi sporchino i vestiti.
E per nulla al mondo è lecito andare alla “toilette”. Soprattutto alla corte dei Windsor, giustificare la propria assenza dicendo che si va alla “toilette” non è soltanto considerato volgare, ma anche snob, perché si utilizza un francesismo ritenuto inappropriato. Qualunque sia il motivo che ci vede costretti ad allontanarci dalla tavola, basta scusarsi senza specificarne il perché.

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