Il libro di Valérie
Perrin è un inno alle interminabili possibilità che la vita ci offre. Non ho
mai creduto alla frase: “Il treno passa solo una volta. Se non ci sali, lo hai
perso per sempre”.
I treni passano infinite volte, e saliamo su quello giusto
quando ci sentiamo pronti. Nel frattempo possiamo anche rimanere in attesa
sulla banchina a guardarci attorno, a incappare nelle vite degli altri.
Violette è una donna che dalla vita ha
ricevuto molte cose, ma non l’amore. È stata abbandonata alla nascita, ha passato
gli anni della sua infanzia spostandosi da una famiglia affidataria all’altra,
con la speranza di un’adozione mai ottenuta. Ha avuto solo la musica e si è
immaginata i suoi cantanti preferiti come parenti: genitori e zii lontani che
le dedicavano parole in versi.
La vita sembra cambiare
quando si innamora di Philippe, ma dura poco: si rivela presto un uomo egoista
e traditore. Eppure Violette si accontenta delle briciole d’amore che lui le dà
ogni tanto, fino a quando l’amore, quello vero, si presenta a lei risiedendo in
sua figlia Léonine.
“L’essere è eterno, l’esistenza
un passaggio, la memoria eterna ne sarà il messaggio.”