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martedì 20 ottobre 2026

#Moda: Capsule Wardrobe – Libertà o gabbia?

Immagine creata con ChatGPT
Parto subito con l’ammettere il mio punto di vista: il minimalismo non mi piace. Ho un carattere che mi porta a voler apprendere sempre dagli altri: stile, pensiero, esperienze. Per me, quindi, entrare in una casa dallo stile minimalista è come stare nella sala d’aspetto di un medico (che comunque offre più spunti): mi provoca ansia, noia e, a volte, anche frustrazione.

Questo pensiero vale per ogni ambito. Così, quando ho scoperto il concetto di capsule wardrobe attraverso i video su TikTok e le immagini su Pinterest, mi sono chiesta: è davvero una liberazione dal Consumismo o, piuttosto, una gabbia che impone il minimo indispensabile?

lunedì 28 settembre 2026

#Moda: Vestirsi bene senza soldi – Guida reale (non finta) al low budget

Immagine creata con ChatGPT
Potrebbe essere un articolo molto corto e praticamente senza senso, perché non sono nessuno per dare consigli sulla moda, eppure in molti mi fanno i complimenti per come mi vesto. Quando sentono le mie risposte, su quanto ho speso rimangono sbalorditi perché non si aspettano cifre così basse.

Non sono un’amante dello shopping, meno che mai del consumismo e forse è proprio questo il segreto: per vestirsi bene non servono soldi. Serve capire davvero chi siamo, cosa abbiamo già dentro l’armadio e come possiamo abbinare tra di loro i capi.

martedì 18 agosto 2026

#Moda: I vestiti più scandalosi della storia

Immagine generata con ChatGPT
La moda è spesso considerata un semplice gioco estetico o mero consumismo. In realtà ha sempre avuto un forte potere culturale e spero che in questa etichetta diventi sempre più chiaro.
Ciò che oggi indossiamo normalmente, per esempio, nel momento in cui uscì fu motivo di scandalo, indignazione e in alcuni contesti un capo poteva venire persino vietato.

La storia della moda è piena di esempi in cui un semplice abito, che oggi potremmo definire persino elegante o comodo, ha messo in discussione le regole sociali, i ruoli di genere e lo stesso concetto di decoro. È quindi grazie alla moda stessa e al coraggio di chi ha voluto osare per primo se la società ha saputo evolversi così velocemente, soprattutto nel corso del millennio appena passato.

Perché è da fine Ottocento, con la nascita dei primi pantaloni femminili, con poi l’eliminazione del corsetto negli anni Venti del Novecento, e ancora i capi trasgressivi come minigonna e bikini che noi donne ci siamo potute dire libere di indossare ciò che vogliamo.

venerdì 19 giugno 2026

#Moda: Quando il corpo detta tendenza – Il ritorno della forma naturale

Negli anni Venti del Duemila stiamo finalmente assistendo a un cambiamento profondo nel modo in cui il corpo viene rappresentato, percepito e celebrato
. Gli ideali estetici rigidi – per non scrivere tossici – che volevano la donna di una magrezza estrema, con proporzioni selezionate e silhouette uniformate, stanno lasciando spazio a un approccio più inclusivo, naturale e diversificato, almeno in apparenza.


Se è vero che stiamo lottando nell’accettazione personale di ogni forma e differenza, è anche vero che i trattamenti estetici sono ormai all’ordine del giorno anche per chi non vive sotto la luce dei riflettori. Da una parte abbiamo quindi influencer che parlano di accettazione di sé, ma dall’altra rimane sempre chi sponsorizza prodotti o terapie di manipolazione del nostro corpo a favore dell’insicurezza del cliente.

Sì, perché c’è sempre da ricordare che nel mondo moda, trucco e social noi non siamo esseri umani, ma clienti da portare a comprare e fidelizzare se si vuole continuare a vendere.  

lunedì 25 maggio 2026

#Moda: Quando la couture diventa racconto

Forse non tutti collegano il fatto che moda vuol dire anche racconto, lanciare messaggi, sentirsi parte di un qualcosa che va oltre i pizzi, merletti o gli accessori di tendenza da saper abbinare. 

L’haute couture – alta moda – ha origini nei secoli passati, dove l’alta sartoria francese di corte ha incarnato tutti gli ideali del momento, partendo da come questi venivano rappresentati nell’immaginario collettivo, fino a dare loro forma e successivamente Storia
.

Questo concetto si è evoluto così tanto fino al Novecento, quando le passerelle si sono trasformate in palcoscenici narrativi: ogni abito è un personaggio, ogni sfilata ha una sua trama che si intreccia con il passato e il futuro del marchio che lo rappresenta.  

martedì 21 aprile 2026

#Moda: La moda come memoria - Abiti che raccontano chi eravamo

In questa etichetta sappiamo benissimo che gli abiti non servono solo per coprirci o vestirci. Oltre a dichiarare la nostra identità al mondo, questi possono diventare dei veri custodi della memoria, pronti a ricordarci chi eravamo e dei passi avanti fatti. Pensiamo alle rivoluzioni femminili o, più semplicemente, al nostro personale passato.


Tutti noi abbiamo dentro l’armadio almeno un capo rovinato, usurato, anche passato di moda, ma dal quale non riusciamo a liberarci perché ci ricorda di un momento della nostra vita che mai vorremmo dimenticare. Vale anche al contrario: abbiamo quell’abito, quella maglietta o quel pantalone che, seppur poco indossato, ci ricorda qualcosa di così terribile che non vediamo l’ora di liberarcene.

Ogni abito, insomma, porta con sé tracce di chi siamo stati, da dove siamo partiti e cosa abbiamo vissuto in una cronaca di tessuti e colori che sa raccontare qualcosa di noi.

venerdì 20 marzo 2026

#Moda: Moda e malinconia – Perché amiamo vestirci di nero

Non è la prima volta che affrontiamo il tema della moda e malinconia, lo abbiamo già fatto nell’articolo dedicato alla moda decadente e sul perché affascina così tanto.

Mantenendo lo stesso tema, ho notato come in quel tipo di moda a predominare sia il colore nero, utilizzato anche come simbolo di eleganza, a volte alienazione e onnipresente anche in altri stili, come quello dark, urban, emo…

Se poi andiamo indietro nel tempo notiamo come questo colore non sia mai passato di moda, forse perché non è propriamente da relegare solo in questo ambito, quanto nella sua facilità di ricavarne il pigmento. Di conseguenza, avendolo avuto a disposizione da secoli, è ormai un colore in cui tutti ci sentiamo a nostro agio, vediamo il perché.

martedì 10 febbraio 2026

#Moda: La moda come rituale - Perché ci vestiamo bene anche quando nessuno ci guarda

Se avete i social vi sarà di certo capitato un reel o un video di una persona straniera in Italia che si sorprende di vedere come ci vestiamo bene anche semplicemente per andare a fare la spesa. Personalmente non credo di far parte di quella schiera di italiani, però mi sono resa conto che il nostro “mi vesto come capita” ha comunque più stile rispetto allo stesso mood pensato e poi portato a termine da un americano, per esempio.


Così mi sono chiesta: da dove nasce questa voglia di vestirsi bene anche per scendere a buttare la spazzatura? È solo un nostro modo di essere, perpetrato da ogni generazione o ha a che fare con un principio tutto Mediterraneo? Visto che volenti o dolenti, sono così anche i nostri cugini che affacciano sullo stesso mare?

Vediamolo insieme…

mercoledì 3 settembre 2025

#Moda: Vestirsi per esistere – Quando la moda diventa autobiografia

Quando ho intervistato Consuelo Chinè mi sono resa conto che il nostro modo di vestirci è la copertina che mostriamo al mondo. Ma anche se questo è vero, non per questo dobbiamo giudicare gli altri in base a come si vestono, quanto piuttosto possiamo capire un po’ del loro carattere.

Chi, per esempio, è una persona nostalgica, attaccata ai ricordi, semplice, e sempre più lontana dalla brama di consumismo come la sottoscritta, tende ad avere nel proprio armadio capi che ha comprato più di dieci anni fa, con una resistenza non da poco dal buttarli via, se non quando sono completamente distrutti.

Vediamo oggi come personaggi noti al mondo dell’arte hanno detto molto di sé solo dal proprio modo di vestirsi.