martedì 25 agosto 2026

#Libri: Lo speziale di Steinbrueck

Sempre grazie alla copia omaggio in formato Kindle inviata da Fazi Editore, ho potuto leggere Lo speziale di Steinbrueck, pubblicato dalla casa editrice il 21 luglio 2026, romanzo d’esordio del giovane autore friulano Matteo Mantoani. Tra appellativi singolarmente friulani e un’indagine che dà filo da torcere al protagonista, lo scrittore ci accompagna nel Friuli del 1700, fatto di segreti, menzogne e scelte in grado di cambiare totalmente l’esistenza
 
Gottlob Kramer è uno speziale straniero, giusto? Beh, forse non proprio… ma partiamo dal principio.

Quando lui e il figlio s’imbattono in un cadavere sulle rive di un fiume, Gottlob capisce di essere tremendamente vicino a quella che una volta chiamava casa, nel paese friulano di Orgnasso, qualche casa incastrata tra i monti e, a quanto pare, un po’ troppo omertosa. Nessuno vuole parlare o dire se ha visto qualcosa riguardo alla morte di Maddalena Francescon, ritrovata senza vita lungo il corso d’acqua del posto. Una strana sfida si instaura tra Gottlob e il podestà della cittadina, che a Gottlob pare proprio una vecchia conoscenza, ma una persona totalmente diversa da quella che ricordava.

Ho trovato questa lettura un esordio frizzante e ricco di particolari, con salti temporali – dall’infanzia del protagonista alla sua adolescenza, sino al giorno della narrazione – ben gestiti e calibrati, che tuttavia non mi hanno del tutto permesso di comprendere appieno il cambiamento del protagonista, in assenza di quel ‘click’ che concede al lettore la possibilità di immedesimarsi con il narratore.
I paesaggi friulani sono davvero protagonisti, un po’ come lo è la storia, ed è stato facile chiudere gli occhi e immaginarsi immersi tra i monti, passeggiare tra le case del tempo, ascoltare il dolce scorrere del fiume accanto cui è stato trovato il cadavere di Maddalena.
Purtroppo, per una semplice questione di gusto personale non sono riuscita a entrare in sintonia con lo stile dell’autore, né con il protagonista: il Gottlob adulto è estremamente sicuro di sé e lo spettro di quel che era da bambino, e avendo soltanto in parte compreso la necessità di questo cambio radicale, non ho potuto apprezzarne la visione del mondo, né le idee né i modi di fare.
I personaggi sono comunque particolari, ben distinguibili, alcuni, a loro modo, davvero divertenti! I segreti e i misteri – non solo quello della morte di Maddalena, che rimane comunque ciò che spinge Gottlob a fermarsi nella cittadina – invogliano davvero a proseguire la lettura, e nelle ultime pagine si trova un concentrato di colpi di scena e scoperte inaspettate, in grado di sorprendere il lettore.

Senza dubbio l’autore, di origine friulana, ha voluto, con questo romanzo, omaggiare la sua terra, raccontandone costumi e usanze, seppur di qualche secolo fa, lasciando nelle righe qualche inflessione dialettale, capace di strappare sorrisi e rendere tutto più leggero.
Un esordio promettente, per il quale tuttavia rimane ancora margine di miglioramento: sono curiosa di scoprire cosa Mantoani proporrà in futuro ai suoi lettori, nella speranza che ci conceda ancora una volta uno scorcio del suo bellissimo Friuli (che, come mi direbbe una cara amica, si pronuncia Friùli, e non Frìuli!).

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