Ci sono libri, film e serie TV che vincono un posto nella categoria "MustTo" a mani basse, e Il Piccolo Principe è decisamente un libro che si merita una posizione tutta sua in questa lista.
Il libro, scritto nel 1943 dallo scrittore, militare e aviatore francese Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry (1900-1944), conosciuto ai più come Antoine de Saint-Exupéry o Tonio, è uno di quei libri che quando sei piccolo (ma anche quando si diventa grandi) almeno una volta ti viene regalato. Che sia la maestra delle elementari che all'ultimo giorno di quinta te lo lascia sul banco con tanto di dedica all'interno, lo zio che al pranzo di Natale te lo porge con fare imbarazzato perché non sapeva proprio che regalo farti, o ancora l'amico, il fidanzato, la fidanzata che come gesto di affetto ti dona questo manualetto di sole centoventidue pagine, Il Piccolo Principe è un must e crediamo non sia un caso che sia stato tradotto in più di trecento lingue e dialetti diversi, risultando il terzo libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia e il Corano.
Sulla base di ciò, siamo sicuri che Il Piccolo Principe sia semplicemente un libro per bimbi da leggere con leggerezza?
La storia di questo principe con i capelli color del grano a grandi linee è più o meno nota a tutti, anche solo per sentito dire: un aviatore precipitato nel deserto del Sahara incontra il bambino che dopo una richiesta apparentemente assurda ("mi disegni una pecora?") inizia a raccontare all'adulto la storia di tutti i personaggi da lui incontrati nel suo viaggio verso la Terra.
Sono note a tutti alcune delle citazioni del libro, talmente tanto utilizzate da chiunque e decontestualizzate che con il tempo hanno quasi perso il loro fascino.
Quello che invece conoscono bene solo le persone che questo libro l'hanno letto sono i personaggi, ma non la volpe e né la rosa, che saltano subito alla mente di tutti.
E infatti oggi ci sposteremo dai personaggi più di rilievo e parleremo di quelli meno conosciuti, ma non meno importanti.
B 612 è il nome del piccolo asteroide in cui vive il nostro piccolo principe, è un luogo di cui prendersi cura, perché così piccolo che basta un niente per renderlo praticamente inabitabile. Se dovesse crescere un baobab, per esempio, per il Principe sarebbe un disastro e il suo pianeta potrebbe scoppiare.
L'asteroide B 612 è così piccolo che basta spostare una sedia di qualche passo per vedere la sedia innumerevoli volte ("un giorno ho visto il sole tramontare quarantatre volte!").
È sull'asteroide B 612 che il piccolo principe farà la conoscenza e si prenderà cura della sua rosa, la stessa rosa che nasconderà una richiesta di aiuto dietro alla sua dichiarazione di autosufficienza quando il Principe deciderà di partire per esplorare nuovi pianeti ("ma sì, ti voglio bene, e tu non l'hai saputo per colpa mia. Questo non ha importanza, ma sei stato sciocco quanto me. Cerca di essere felice. Lascia questa campana di vetro, non la voglio più.").
Pianeti nei quali incontrerà varie metafore della natura umana.
Sull'asteroide B 325 il piccolo principe fa la conoscenza del re, unico abitante dell'asteroide.
Su chi regna, vi chiederete voi, ebbene, il monarca afferma di esercitare il suo potere sul sole e sulle stelle, si vanta di dare solo ordini ragionevoli ed è sinceramente convinto del fatto che lui e lui soltanto regni su tutto ciò che lo circonda.
Il piccolo principe lo liquida praticamente subito, quasi scappando da quel pianeta e da quella persona che rappresenta in tutto e per tutto il bisogno dell'essere umano di esercitare potere e controllo su tutto quanto, nonché l'illusione che ci riesca fino in fondo.
Dopo aver incontrato il re, il principe si sposta sull'asteroide B 326, dove incontrerà un tipo altrettanto
bizzarro: il vanitoso, che con il suo ridicolo cappello crede di essere il più bello e intelligente del suo pianeta. Ed effettivamente lo è, ma solo perché è il solo ed unico abitante dell'asteroide.
Il piccolo principe si divertirà un po' a prenderlo in giro e a dargli il contentino, ma si stancherà presto e gli farà notare il piccolo particolare che gli era sfuggito (o che non voleva vedere?), ma al vanitoso non interessa: che sia da solo oppure no, lui vuole semplicemente sentirsi dire che è il migliore di tutti.
Il principe rimarrà sconcertato di fronte alla spasmodica voglia di approvazione del vanitoso, che è la stessa identica spasmodica voglia con cui l'uomo medio vive.
Il nostro ego ha bisogno di sentirsi dire che siamo belli, bravi, intelligenti, simpatici, generosi, umili...
Dopo il vanitoso, la visita più breve del piccolo principe è proprio sull'asteroide B 327, dove si imbatte nell'ubriacone.
Qui comprendiamo che sì, il piccolo principe rimane sempre molto sconcertato dai personaggi che si trova davanti, eppure rimane molto propenso ad aiutare quando pensa che potrebbe essere utile.
Oltre ad entrare nel vastissimo mondo delle dipendenze, in questo brevissimo capitolo, il dodicesimo, si fa luce sulla propensione alla tristezza, all'inettitudine e all'incapacità dell'uomo di affrontare le proprie fragilità. Fragilità che l'uomo tende a nascondere e a scappare da queste, piuttosto che affrontarle; è proprio questo scappare dalle cose che porta a circoli viziosi.
Dopo la triste visita dall'ubriacone, il piccolo principe si presenta invano ad un uomo d'affari, nel
pianeta B 328 talmente impegnato che nemmeno lo saluta. In un certo senso gli ricorda l'ubriacone. Possiede le stelle, perché è stato il primo ad avere l'idea, ma il suo possedere le stelle è totalmente inutile. Non ha la minima idea di cosa farci, esattamente come alla fine della giornata tutti noi ci rendiamo conto di non sapere cosa farci, con le cose che possediamo.
Sì, per carità, sono belle, ma guardiamoci intorno: il 99% delle cose da cui siamo circondati sono completamente inutili a noi, come noi lo siamo a loro.
Possedere. Molto spesso sembra che, facendo parlare l'ego, esattamente come l'uomo d'affari l'unica cosa che ci interessi sia possedere senza coltivare niente.
Il lampionaio, un personaggio molto pigro ma sempre di fretta, si trova ad affrontare un problema: gli piace il suo lavoro ma il suo compito (accendere il lampione con l'arrivo della sera e spegnerlo con l'arrivo del giorno) è notevolmente compromesso dal suo pianeta, che facendo un giro al minuto costringe l'uomo a non fermarsi mai, e più l'uomo lavora, più si lamenta della sua stanchezza.
Certo, è l'unico personaggio che non pensa solo a se stesso e questo è bellissimo, ma non vi sembra molto la rappresentazione di un lavoratore che dopo una vita inizia a odiare il suo lavoro? Prima o poi, per quanto si può amare o anche solo apprezzare il proprio impiego, è inevitabile sentirsi sfiancati e alienati.
Nell'ultimo pianeta che il piccolo principe visita prima di approdare sulla Terra, il B 330, grande dieci
volte tutti gli altri pianeti da lui visitati, il nostro protagonista si imbatte in un personaggio estremamente importante per la sua consapevolezza: il geografo. Un geografo senza esploratori, e che quindi non conosce il suo pianeta.
Parlandogli del suo mestiere il geografo spiegherà al principe il significato della parola 'effimero', e che farà capire al principe che, nonostante tutto, la sua rosa che ama e cura tanto è destinata a morire, esattamente come tutti rapporti.
In questo articolo ci tenevamo a descrivere nel dettaglio alcuni personaggi, ma ne Il Piccolo Principe ci sono tante situazioni con un significato nascosto tutto da scoprire.
Sì sarà anche un libro per bambini, ma è anche e soprattutto un libro da leggere e rileggere da adulti, per rendersi conto ogni volta che in fondo, anche il libri considerati 'per bambini', possono essere estremamente pregni di significati che da 'grandi' tendiamo a dimenticare.
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