martedì 12 gennaio 2021

#StorieRomane: Ostia

 


Dopo avervi parlato dei quartieri che si affacciano lungo le rive del fiume Tevere, eccoci arrivati finalmente alla sua foce, sul mar Tirreno, dove sorge il quartiere di Ostia.

Come ogni Municipio, qui ci troviamo al decimo, è diviso in varie zone, alcune delle quali: Lido di Ostia Ponente, Lido di Ostia Levante, Lido di Castel Fusano, Acilia e Casal Palocco.

Anche se la nascita di Ostia è da associare a Numa Pompilio, la sua storia inizia ufficialmente da Anco Marzio, che dopo aver ingrandito e rafforzato le difese della nascente Roma, decide di espanderla, seguendo il percorso del fiume fino al mare. Si facilita così l’approvvigionamento del sale, potenziando la già esistente via Salaria (che porta ancora oggi questo nome) e la via Campana.

martedì 5 gennaio 2021

#Libri: Styrbjorn - Il Grande Vichingo

I vichinghi furono un popolo che visse neanche tre secoli (di loro si parla dal 792 al 1066), eppure le loro gesta sono arrivate fino a noi, eterne e immutabili. Dalla Svezia, giunsero sulle coste del mar Baltico, muovendosi fino alla Russia, per poi navigare fino a Costantinopoli, Baghdad e ancora in Islanda, Groenlandia, Grecia e arrivarono nel Nuovo Continente cinque secoli prima di Cristoforo Colombo (venne, infatti, ritrovato un insediamento vichingo sull’isola di Terranova nell’odierno Canada). Le loro gesta eroiche, di grandi marinai e conquistatori, sono state per decenni ignorate e tutt’ora trovare un libro che ne riporti le saghe è un’impresa non poco ardua. Tra le proposte natalizie della Fanucci editore, però, abbiamo trovato un romanzo che ha attirato la nostra attenzione: “Styrbjörn – Il Grande Vichingo”, scritto da Eric Rücker Eddison nel 1926 e tradotto solo di recente.

giovedì 31 dicembre 2020

#StorieRomane: Marforio


Torna il nostro appuntamento con le statue parlanti di Roma, quelle sculture sparse per la città su cui i cittadini erano soliti lasciare frasi e invettive contro il potere dell’epoca. Abbiamo già parlato di Pasquino e di Madama Lucrezia, ma oggi parliamo di Marforio. Si tratta di una statua costruita da un ignoto nel primo secolo, che probabilmente rappresenta il dio Nettuno, Oceano o il Tevere. Secondo altre fonti sarebbe la personificazione del fiume Nera, uno dei principali affluenti del Tevere. 

sabato 26 dicembre 2020

#Natale: Questo era Natale


Ci sono ricordi che solleticano il cuore. Ognuno vive il Natale secondo le proprie tradizioni, tramandate negli anni, intoccabili come comandamenti incisi su pietra. Per noi la vigilia era l'ultimo ostacolo a dividerci dal mattino più atteso dell'anno. Consisteva in una comune cena seguita possibilmente da uno speciale canoro ad hoc del cantante di turno, e poi tutti a letto dopo aver lanciato un'occhiata smaniosa ai piedi sgombri dell'albero, rigorosamente vero, addobbato ogni volta di una miscela diversa di colori e ornamenti.

Allora entravo in scena io, silenziosa, rapida, a posizionare i pacchetti di tutta la famiglia sul pavimento cosparso di aghi di abete, per poi coricarmi trovando il sonno solo più tardi, troppo emozionata per abbandonarmi subito nel suo abbraccio.

#StorieRomane: La sedia del Diavolo


La rubrica di Storie Romane è una di quelle che abbiamo più a cuore.
Siamo quattro ragazze, e viviamo in quattro quartieri ben diversi l'uno dall'altro. Amiamo questa città, e il nostro scopo è quello di farvela conoscere poco a poco.
Ci siamo spostate letteralmente da Roma Nord a Roma Sud (e viceversa), e vi abbiamo fatto scoprire chicche come La Porta Alchemica e il cuore di Nerone, e vi abbiamo portato con noi all'EUR, al Corviale, a Testaccio e in altri quartieri, tutti diversi ma tutti bellissimi a modo loro.

Oggi vi facciamo conoscere l'ennesima chicca di Roma, chicca decisamente non nascosta e poco visibile.
Vi raccontiamo la storia della sedia del Diavolo.

venerdì 25 dicembre 2020

#Natale: Sono solo un osservatore


Voi esseri umani siete terrorizzati dal buio. Vi osservo da qualche miliardo di anni, ormai, e ancora non ho ben compreso perché voi abbiate così tanta paura dell’oscurità; eppure avete una torcia al vostro interno che vi illumina ovunque voi andiate. Non la seguite mai. O meglio, lo fanno pochi di voi e io sono felice quando seguo quei pochi che riescono a procedere sicuri sul sentiero della luce.


Giro attorno a queste persone saltellando, cantando, gioisco e le inondo anche con la mia di luce, perché meritano tutti gli abbracci che riesco a dare. Loro sanno, allora mi arresto e li guardo allontanarsi. Non si allontanano mai sul serio da me, la loro luce brilla con tale forza che posso vederli sempre. Un po’ come quando voi osservate le stelle: sono lontane, ma se alzate lo sguardo, di notte, le trovate sempre allo stesso posto.

giovedì 24 dicembre 2020

#Natale: La pace degli ultimi


Siamo alla vigilia di Natale, in una enorme casa di campagna. Un’anziana signora è sdraiata sul letto, da troppo tempo per ricordarsi effettivamente da quanto. La badante che è con lei dovrebbe aiutarla ad alzarsi, ma è fuori sul balcone, a fumare e a chiacchierare al cellulare con le sue amiche da chissà quante ore. Nessuno si cura della povera donna, bloccata a letto. Non ha la forza di parlare e non ha neanche voglia di lamentarsi. Con chi, poi? Se la dovrebbe prendere con i figli, ormai adulti e troppo occupati per pensare alla loro povera madre? Non si curano di lei, hanno già pronti i fogli per spartirsi la casa guadagnata in anni e anni di lavoro. Perché dovrebbero preoccuparsi di lei? Hanno i figli da crescere, gli amici da incontrare. E quest’anno non è arrivata neanche la tanto agognata telefonata per farle gli auguri. Se ne saranno dimenticati, poveri cari, pensa la signora, chiudendo gli occhi. La sua unica compagnia è la voce distante della sua badante e il gracchiare della televisione. Sono tutti felici, tutti che cantano e ballano.