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| Immagine creata con ChatGPT |
Se a lungo il termine “artista” è stato associato e declinato più volte al maschile, eccoci qui oggi a parlare delle artiste donne dimenticate non per scarsa bravura, quanto per l’alta non accettazione dei loro lavori.
Un ringraziamento al progetto AWARE (Archives of Women Artists, Research and Exhibitions) organizzazione no-profit fondata dalla storica dell’arte Camille Morineau nel 2014 con l’intento di diffondere il più possibile la consapevolezza sul lavoro e la vita delle artiste donne, soprattutto del XIX e XX secolo.
Questo articolo non vuole approfondire la vita delle artiste perché è giusto, se il lettore si è incuriosito, che ognuno lo faccia da sé. Ma non nego che più in là potrei parlarvi di ognuna di loro…
Questo articolo non vuole approfondire la vita delle artiste perché è giusto, se il lettore si è incuriosito, che ognuno lo faccia da sé. Ma non nego che più in là potrei parlarvi di ognuna di loro…
Sofonisba Anguissola
Sofonisba Anguissola (Cremona, 1532 - Palermo, 1625) è stata una delle prime artiste donna a raggiungere la fama in tutta Europa. Viene fatta conoscere ai più dal vescovo e poeta Marco Girolamo Vida, quando nel 1550 la descrive come “tra i pittori eccellenti del nostro tempo”.
Sofonisba ha dipinto per tutto il tardo Rinascimento. Tanti sono gli artisti e i mecenati che hanno tessuto lodi sulla Anguissola: citata in Vite del Vasari, lodata da Michelangelo e voluta nelle più grandi corti dell’epoca, diviene ritrattista ufficiale alla corte di Spagna per il re Filippo II.
Berthe Morisot
Quando si parla di impressionismo si citano molti artisti come fondatori del movimento, ma spesso viene omessa proprio la francese Berthe Morisot (Bourges, 1841 – Parigi, 1895) e chissà per quale oscuro motivo, visto che è l’unica donna a esporre nella prima mostra impressionista del 1874, accanto ai più grandi nomi, oggi considerati come padri fondatori del movimento. Ancora più illogico se pensiamo che i più esperti di arte la conoscono come “cognata di Manet”.
Hilma af Klint
Hilma af Klint (Solna, 1862 - Danderyd, 1944) ha cominciato a dipingere forme astratte, ricche di simboli mistici e geometrici ancora prima di Mondrian o Kandinsky. Ma se nel momento l’anonimato era sua volontà – l’artista svedese, infatti, aveva chiesto che le sue opere non fossero mostrate per almeno vent’anni dopo la sua morte – a oggi è davvero ingiustificabile il silenzio attorno al suo nome. Silenzio che sta andando a scomparire solo negli ultimi anni.
Gwen John
Gwen John (Haverfordwest, 1876 - Dieppe, 1939) cresciuta all’ombra del fratello Augustus, anch’esso pittore, a lungo i suoi dipinti intensi e ricchi di una carica contemplativa sono stati totalmente ignorati, fino a riemergere timidamente nei nostri giorni. Donna coraggiosa non solo perché ha continuato con l’arte, ma l’ha fatto non sposando alcun uomo – anche se il suo grande amore è sempre stato il pittore e scultore Auguste Rodin – e intrattenendo numerose relazioni, anche alla luce del sole, con donne.

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