martedì 3 novembre 2026

#Anime: Gli anime più sottovalutati che devi recuperare subito

Immagine creata da ChatGPT
Che fastidio quelli che dicono: “Eh, se sei davvero un amante degli anime devi conoscere quelli di nicchia, gli introvabili”, come se avessimo tutti tempo e mezzi per addentrarci nei siti più sconvenienti solo per farci accettare dai master degli anime
.

Fortunatamente c’è 4Muses a potervi dare una mano: che stiate cercando davvero qualcosa di meno popolare da seguire, o che vogliate semplicemente fare bella figura quando si parla di qualcosa all’apparenza sconosciuto, poco importa: vi lascio ben sei titoli con trama annessa. Ma attenzione: non sono intrattenimento leggero, sono tutte opere dalle atmosfere disturbanti o comunque filosofiche. Nulla di comodo, così da poter essere ancora più degno dell’etichetta di: “Wow, davvero un vero fan”.

Mushishi

Tratto dal manga di Yuki Urushibara (1999-2008) e andato in onda in Giappone nel 2005, più che un anime lo definirei un’esperienza, qualcosa da guardare con attenzione, senza distrazioni perché solo così può calmarti e portarti al vero significato della vita.
Ginko, che ha dimenticato del tutto la sua infanzia, ha uno strano potere: attira su di sé i Mushi: bizzarri esseri che, non propriamente buoni o cattivi, non sempre vanno d’accordo con gli umani. Solo i Mushishi, gli esperti di Mushi, sono in grado di risolvere la situazione, riportando un clima di serenità tra gli umani e i piccoli Mushi.
Come un Winchester qualunque, Ginko gira il Giappone dando il suo aiuto e la sua esperienza a chiunque ne abbia bisogno e, proprio come un Winchester qualunque, non rimane nella stessa città per troppo tempo.

Haibane Renmei

Scritto da Yoshitoshi Abe, l’anime è andato in onda su Fuji Televisione nel 2002, mentre MTV l’ha portato in Italia nel 2005.
Rakka è una Haibane – creatura dalla sembianza umana ma che praticamente è tipo farfalla – che completata la sua metamorfosi, inizia a vivere nella città dalla quale le è impossibile uscire. Con tante metafore tra il modo di vivere fantasy e la nostra realtà, l’anime esplora in maniera approfondita temi come il disagio giovanile, l’autolesionismo e la depressione diventando un anime di pura introspezione. Senso di colpa e voglia di redenzione viaggiano su binari paralleli e poco distanti, tanto che per assurdo riesce a far crescere in noi la speranza che tutto può risolversi.

Texhnolyze

Scritta da Chiaki Konaka, diretta da Hiroshi Hamazaki e prodotta da Yasuyuki Ueda, questa serie è andata in onda in Giappone nel 2003, approdando poi in Italia su MTV (in lingua originale, ma con sottotitoli italiani) nel 2005.
Ammetto di avere pochi ricordi sulla trama di per sé, ma ciò che mi è rimasto impresso è il suo clima nichilista, quasi gelido. Ho dovuto fare parecchie ricerche – non che me ne lamenti – per recuperare ciò che ho dimenticato per colpa dello scorrere del tempo.
Molti utenti di forum online, soprattutto stranieri, sostengono che se l’anime ti prende, allora non lo dimentichi più, quindi forse a me non ha preso. Forse perché i primi episodi sono del tutto muti, forse perché all’epoca un’umanità che quasi si confondeva con la tecnologia mi sembrava qualcosa di veramente assurdo, fatto sta che molto probabilmente non sono andata oltre il terzo episodio. Eppure con la mentalità di oggi la vita nella città di Lux non è poi così tanto assurda.
La Città è diventata un qualcosa di cosciente e tre fazioni cercano di ottenerne il controllo: Organo, Union e Racan. Il primo è composto da malavitosi, il secondo da fanatici e il terzo da giovani predoni. I quattro personaggi principali: Ichise, Onishi, Ran e Yoshii saranno i grandi testimoni di tutti gli eventi che, volenti o nolenti, cambieranno il destino della stessa Città.

Mononoke

No, non quello dello Studio Ghibli. Parlo dello spin-off di Ayakashi, diretto da Kenji Nakamura e prodotta da Toei Animation, andata in onda su Fuji Television nel 2007 e arrivata in Italia su VVVVID nel 2020.
Nel periodo Edo (1603-1868) uno speziale affronta gli spiriti vendicativi, chiamati appunto Mononoke. Queste creature nascono dai traumi e dalle emozioni negative degli umani.
Solo un’arma è in grado di uccidere i Mononoke: la Spada degli Esorcismi ma per poterla utilizzare bisogna conoscere la Forma, la Verità e il Rimpianto su sé stessi.
Di genere horror, l’anime è un profondo viaggio all’interno di noi stessi, tanto da farci diventare quasi ossessionati.

Kaiba

Creato e diretto da Masaaki Yuasa e prodotto da Madhouse, l’anime è andato in onda sul canale satellitare WOWOW nel 2008.
Romanticismo ed eternità sono ciò che muove tutto l’anime e spinge il protagonista Kaibe a cercare la verità, riappropriandosi della propria identità.
In un mondo distopico ogni essere umano vive l’eternità. I ricordi di ognuno, infatti, possono essere trasferiti su un chip e viaggiare di corpo in corpo. Alla morte basta rimettere lo stesso chip in un altro corpo e la persona ricorderà tutto della sua vita precedente. Questo, però, non vale proprio per tutti.
Il sistema costa ed è facilmente immaginabile che solo i ricchi possono avvalersene. Inoltre non tutti agiscono in nome del bene: i ricordi possono essere modificati, alterati e rubati. Così anche i più poveri, se spinti dalla corrente della malavita, possono azzardarsi a divenire qualcosa in più.
Ricchi e poveri non vivono a stretto contatto, come sempre d’altronde, ma in questo mondo le due zone che li ospitano (la prima lussuosa, la seconda decadente) sono divise da nuvole elettriche che cancellano i ricordi di chiunque vi passi.
Kaiba è proprio un ragazzo che si ritrova improvvisamente privo di ricordi e con strani segni sul corpo. Addosso porta un medaglione con la foto sfocata di una ragazza. Spinto dalla sete di conoscere ciò che gli è capitato e capire chi sia la ragazza in questione, inizia a domandarsi di tutto su di sé e la sua nuova vita sarà un susseguirsi di avventure fino ad arrivare alla verità. Forse.

The Tatami Galaxy

Concludiamo con un’altra opera di Masaaki Yuasa, trasmessa da Fuji TV nel 2010 e arrivato in Italia nel 2016. La serie è tratta dal romanzo “Yoyōhan shinwa taikei” di Tomihiko Morimi.
Ispirato alla vita universitaria dello stesso autore, seguiamo le vicende, o meglio le paturnie, di uno studente senza nome al terzo anno di università. Questo ricorda i suoi ultimi due anni e si rende conto di aver sprecato il tempo nei vari club e nelle amicizie sbagliate che lo hanno portato non solo ad affrontare situazioni non proprio consone dal punto di vista morale, ma anche ad allontanarsi da Akashi, la ragazza che ama.
Velocità nei dialoghi e nelle scene, loop temporali, la serie è sia una commedia drammatica, che psicologica. Di certo non leggera, da non guardare se si hanno dubbi o rimpianti sul proprio passato.

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