giovedì 3 settembre 2026

#StorieRomane: Perché Teatro Marcello è diventato un palazzo?


A Campo Marzio, zona romana situata tra il Tevere e il Campidoglio, sorge uno dei monumenti romani che traggono in inganno i turisti, soprattutto se stranieri: Teatro Marcello.

I lavori iniziano con Giulio Cesare, sotto il quale vengono gettate le fondamenta, per poi essere completato durante il periodo di Augusto, non sappiamo con certezza in quale anno.
Sicuramente è aperto al pubblico per la celebrazione religiosa dei ludi saeculares del 17 a.C., e alcune fonti portano la sua inaugurazione nell’11 a.C., altre nel 13 a.C.. Di certo è da subito dedicato a Marco Claudio Marcello, nipote che Augusto voleva come erede.

Con struttura molto simile al Colosseo, il Teatro Marcello si differenzia a colpo d’occhio per l’aggiunta di un piano sopra le arcate del tutto simile a quello di un palazzo. E in effetti è proprio così.

Con la caduta dell’Impero Romano, in epoca medievale il Teatro passa in diverse famiglie nobili (Fabi, Pierleoni e Savelli) che lo trasformano in una fortezza, anche sfruttando la vicinanza al Tevere.
A circa metà Cinquecento, sotto la proprietà dei Savelli, questi decidono di integrare alla struttura ormai quasi in macerie per il logorio del tempo, un palazzo e una tenuta più signorile. Affidano i lavori all’architetto Baldassarre Peruzzi.
Due secoli più tardi il palazzo passa alle mani degli Orsini, duchi di Gravina e il nome diventa Palazzo Savelli Orsini.

Dobbiamo immaginare il Teatro Marcello dell’epoca molto diverso a come si mostra oggi: dalla caduta dell’Impero le arcate antiche erano occupate da numerose botteghe e addirittura abitazioni.
Può sembrare molto strano, ma al tempo nel palazzo signorile dei Savelli prima e degli Orsini poi, i nobili abitavano i piani superiori che erano pensati e arredati proprio come un qualsiasi palazzo d’alto rango, mentre sotto la vita popolare scorreva come sempre, e si insediava come poteva.
Immaginiamo la fortuna di un nostro antenato che ha potuto dire: “Ho vissuto a Teatro Marcello. Letteralmente”.
Quando, con il passare del tempo, allinizio Settecento gli Orsini perdono il loro lustro con la morte di Flavio Orsini (1698), il Palazzo passa alla famiglia Caetani. Allinizio Novecento questi dividono il Palazzo: una parte va alla famiglia milanese dei Litta Modignani, mentre un’altra parte va alla vedova di Leone Caetani, morto nel 1935: Vittoria Colonna.

Con l’avvento del Regime Fascista, Roma muta pelle. Mussolini era ossessionato dal ritorno della Roma Imperiale e ordina i lavori volti a far riscoprire tutti i monumenti troppo a lungo dimenticati. Questo riguarda anche Teatro Marcello che al tempo era nascosto da tutti i palazzi costruiti lì attorno e che avevano dato vita a un nuovo rione. Con le demolizioni di questi e lo sfratto delle botteghe e delle abitazioni popolari sotto le arcate del Teatro – immagino stando ben attenti a lasciare in pace i Caetani–, il Teatro Marcello si è ufficialmente riaffacciato su Roma, emergendo trionfante dalla strada che vediamo tuttora.

Quando nel 1954 Vittoria Colonna muore, la sua parte passa alla scrittrice Iris Origo.
Nel 1994 i Litta Modigliani danno la parte ai Cavalieri di Malta, che la fanno diventare sede dell’Ambasciata dell’Ordine di Malta presso la Santa Sede.
Quando nel 1988 muore la Origo, la proprietà va in vendita nel 2012, quando torna in mano alla famosa famiglia Orsini. Domenico Napoleone Orsini (del ramo Gravina) la acquista per la modica cifra di trentaduemilioni di Euro.

1 commento: