Iniziamo quindi con la spiegazione del dodicesimo canto, stiamo nel VII cerchio, al primo girone, quello dei violenti contro il prossimo.
Iniziamo quindi con la spiegazione del dodicesimo canto, stiamo nel VII cerchio, al primo girone, quello dei violenti contro il prossimo.
Iniziamo proprio dal soprannome locale, perché proprio “di Moro”? Si fa riferimento ad Aldo Moro, ex Presidente del Consiglio dei Ministri ed ex Presidente del partito Democrazia Cristina, che abitava in via Fani, poco distante dalla chiesa. Sempre in via Fani venne rapito dalle Brigate Rosse e la sua scorta assassinata. Sembra infatti che Moro fosse solito recarsi in preghiera in quel luogo e che lo avesse fatto anche la mattina del 16 marzo del 1978, giorno del rapimento.
I panel e gli stand sono stati in grado, dunque, di calamitare l’attenzione dei più affezionati fan di questo genere di roba e noi di 4Muses siamo state davvero felici di avervi partecipato e di potervi raccontare da vicino quello che per noi è stato un ritorno alla normalità. Ci era mancato il Romics, infatti, nonostante fossimo state presenti alla passata edizione ottombrina; questo aprile, tra i padiglioni della Fiera di Roma, si è potuta tornare a respirare un’aria di normalità. Erano comunque presenti le mascherine e il controllo del green pass per poter accedere ai panel, ma in ogni caso l’affluenza di persone e gli eventi pensati dall’organizzazione hanno sicuramente fatto rivivere quell’ambiente che tanto contraddistingue il Romics.
L’abilità dello scrittore sta nel saper narrare una storia al punto che il lettore finisce per affezionarsi ai personaggi citati nel libro e Brigitte Riebe non è da meno. Il 31 marzo è uscito il suo romanzo “Il tempo della speranza”, edito da Fazi Editore. Si tratta del terzo e ultimo libro della saga famigliare de “Le sorelle del Ku’damm”. Vediamo insieme perché questo capitolo finale ci ha colpite parecchio.
Come per “Una vita da ricostruire” e “Giorni Felici”, ci troviamo catapultate nella Berlino del dopoguerra, nel 1958. Se nei primi due romanzi della saga seguivamo prima la storia di Rike e dopo quella di Silvie, in questo volume scopriamo come prosegue la vita della più piccola di casa Thalheim, Florentine, chiamata comunemente Flori. Lei è sempre stata figlia meno “materiale”, quella più dedita all’arte e che cerca in tutti i modi di coronare il suo sogno della pittura. Malgrado il padre voglia per lei un futuro nell’azienda di famiglia, i Grandi Magazzini Thalheim, Flori non ci sta e si iscrive alla scuola d’arte. Lì incontra un professore dall’aria burbera che le farà mettere in discussione il sogno di una vita e non solo. Cos’è per lei la libertà? La nostra protagonista cerca di trovare il suo spazio nel mondo in una Berlino devastata dal secondo conflitto mondiale, divisa tra Ovest e Est fino alla costruzione di quel terribile muro che sancì la divisione del popolo tedesco. In uno scenario post bellico e decisamente non pacifico, quale sarà il destino di Flori e di tutta la sua famiglia?