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venerdì 9 ottobre 2026

#Libri: Alice nel paese delle meraviglie

Approfitto dell’estate per mettermi in pari con i grandi classici della letteratura mondiale e quest’anno non ho potuto sottrarmi alla lettura di “Alice nel paese delle meraviglie”, romanzo di Lewis Carroll pubblicato nel 1865.

Così come accaduto per Peter Pan, il classico della Disney tratto proprio da questo romanzo non mi ha mai entusiasmata più di tanto, ma il libro… è tutt’altra cosa.

Anche se l’ho letto da adulta mi sono così appassionata e divertita, infatti a volte mi immaginavo di leggerlo alla me bambina, che sicuramente sarebbe impazzita di gioia e avrebbe voluto, proprio come Alice, entrare nel mondo delle meraviglie.

Seguendo un magico coniglio bianco, la piccola Alice cade come in una realtà sotterranea dove le leggi della fisica non esistono: ci si rimpicciolisce, poi ci si ingrandisce; si può parlare con gli animali, gli oggetti ed è facile insinuarsi in discorsi all’apparenza senza senso, ma che forse denunciano il grottesco che la vita reale ha.
Durante il suo viaggio Alice non si prende troppo sul serio, anche se preda delle sue emozioni, e di conseguenza non prende sul serio neanche tutte le persone che incontra, acconsentendo alle loro stranezze quando queste non la ledono e incalzandole quando invece l’assurdo comincia a essere così grande da farsi addirittura pericoloso.
Quando tutte le avventure finiscono, Alice si sveglia e racconta il sogno alla sorella che ascolta con attenzione e, come ipnotizzata dalle immagini nella sua testa, si addormenta anch’essa, sognando gli stessi personaggi.

“Alice nel Paese delle Meraviglie” diventa così una cronaca dell’assurdo, un mondo così surreale ma allo stesso tempo meraviglioso – appunto – che sentiamo tutti il bisogno di percorrere almeno una volta nella vita.
La nostra realtà è fatta di logica, cause e conseguenze, con la costante ansia di sbagliare, con la fretta di arrivare in tempo per qualcosa, perché sia mai che si tardi o peggio, si salti, una tappa.
Nel fantastico mondo dove la logica è sconnessa, le minacce vengono smorzate da un insensato, divertente, quanto assolutamente serio tribunale, le avventure di Alice diventano una boccata d’aria, un ritorno a vivere il mondo proprio con la logica dei bambini, divertiti da quel mondo tutto fatto di apparenze che è degli adulti.

Alice ci insegna anche a destreggiarci nell’imprevedibile e a non cercare di tenere tutto sotto controllo: se in un momento bisogna affogare nelle proprie lacrime, che sia. Non possiamo controllare gli eventi che accadono, ma solo come noi reagiamo a essi, ed è proprio nella mancanza del controllo che possiamo fare le più belle delle esperienze.

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